L’embodied o tangible learning è un approccio pedagogico applicato alla formazione aziendale e all’apprendimento digitale.
Si tratta di un paradigma emergente, con solide basi di ricerca, che valorizza l’interazione fisica, la pratica e l’esperienza diretta per facilitare comprensione, memoria e cambiamento comportamentale.
Dall’uso di oggetti reali a simulazioni immersive, questo modello si adatta perfettamente alla trasformazione digitale e ai nuovi bisogni delle workforce ibride.
Cos’è l’embodied learning e perché oggi se ne parla
Immagina una formazione che non si limita a slide e quiz. Dove apprendere significa muoversi, toccare, sperimentare, sbagliare in sicurezza e rifare meglio.
Embodied learning è una metodologia che coinvolge il corpo nell’apprendimento, basandosi sull’idea che movimento, percezione e azione siano parte integrante dei processi cognitivi.
Nella letteratura dedicata, i termini embodied learning e tangible learning sono spesso intercambiabili, ma quando si parla di tangible learning si fa spesso riferimento al coinvolgimento attraverso oggetti fisici o interfacce concrete.
Nel contesto aziendale, si traduce in attività come:
- simulazioni pratiche con oggetti reali
- role play fisici e negoziazioni simulate
- training immersivi con VR o AR (ne abbiamo parlato anche qui)
- ambienti formativi esperienziali
Perché il corpo conta |
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| Secondo recenti studi scientifici, il coinvolgimento fisico aiuta a: – ridurre il carico cognitivo – aumentare l’engagement – migliorare la retention delle competenze – stimolare l’apprendimento emotivo [fonte: https://www.roots-routes.org/il-corpo-come-vettore-di-apprendimento-e-autopercezione-di-rosanna-perrone-e-carmen-palumbo/] Questi effetti sono decisivi in contesti aziendali che cercano impatto reale e formazione trasferibile sul lavoro. |
I vantaggi dell’embodied learning per le aziende (e come misurarli)
L’apprendimento tangibile consente di trasformare la conoscenza in competenza attraverso esperienze pratiche, concrete e coinvolgenti.
Secondo McKinsey, le aziende che integrano esperienze pratiche nella formazione hanno maggior successo nel trasferimento delle competenze al lavoro reale.
Ma c’è di più.
Perché questo approccio sia credibile e adottabile su larga scala, serve anche capire come valutarne l’efficacia in modo strutturato.
Nell’infografica in basso trovi 4 aree di impatto dell’embodied learning, ognuna collegata a metriche reali che puoi usare per progettare, monitorare e dimostrare il valore della tua formazione.
COME MISURARE L’EFFICACIA DEL TANGIBLE LEARNING
| Area di impatto | Cosa puoi misurare concretamente |
| Cognizione ed emozione | Questionari sul carico cognitivo e sul coinvolgimento emotivo Osservazione delle reazioni durante le attività |
| Engagement e retention | Tasso di partecipazione attiva Retention a 30/60/90 giorni (test o quiz post-training) |
| Competenze pratiche e trasferimento | Performance in simulazioni pratiche Applicazione sul lavoro (feedback manager, check-list di task reali) |
| Risultati aziendali | KPI prima/dopo la formazione (es. produttività, qualità, tempi) ROI formativo o riduzione errori operativi |
Esempio pratico per applicare questa tabella.
Immagina di aver introdotto una simulazione pratica nel corso vendite.
Con la logica di questa tabella puoi:
- Identificare l’area di impatto: “Applicazione pratica”
- Misurare il risultato con: “task pratico osservato in aula + feedback manager a 2 settimane”
- Creare un dato da comunicare: “85% dei partecipanti ha replicato la tecnica usata in simulazione nel lavoro reale entro 10 giorni”
Questo trasforma una buona intuizione didattica in un risultato dimostrabile.
| Un esempio concreto: Audi ha sviluppato un training sulla compliance e leadership usando storie immersive + attività pratiche. |
Dalla teoria alla pratica come integrare il tangible learning nei programmi aziendali in 5 fasi
Ecco 5 azioni operative per iniziare a introdurre l’embodied learning:
1. Introduzione e contesto operativo
I partecipanti ricevono un’introduzione ai concetti chiave tramite sessioni teoriche brevi (in aula o in digitale), con indicazioni sugli obiettivi e sugli strumenti fisici o digitali che useranno durante il percorso.
2. Attività pratiche e simulazioni immersive
La fase centrale prevede l’uso di oggetti fisici, kit didattici, role play e scenari realistici, per allenare le competenze in un contesto esperienziale. Gli esercizi riproducono dinamiche reali (es. negoziazioni, gestione del cliente, troubleshooting tecnico) in forma tangibile e coinvolgente.
3. Feedback in tempo reale e riflessione guidata
L’istruttore osserva, corregge e fornisce feedback immediato durante le simulazioni. A seguire, un momento di debriefing guidato consente di consolidare l’apprendimento e stimolare il trasferimento sul lavoro.
4. Rotazione dei ruoli e scenari variabili
I partecipanti sperimentano ruoli diversi all’interno delle attività, per sviluppare adattabilità, pensiero laterale e visione multidimensionale delle situazioni.
5. Valutazione sul campo e follow-up
Il percorso si conclude con test pratici, osservazioni comportamentali e interviste post-training. In alcuni casi si pianifica anche un follow-up operativo per verificare l’applicazione concreta delle competenze acquisite.
Quali sono le tecnologie e gli strumenti a supporto
Il tangible ed embodied learning non sono solo analogici.
Ecco le tecnologie più usate:
- TUI – Tangible User Interfaces: interfacce fisiche che si manipolano con le mani
- Simulazioni con AR/VR: ambienti immersivi realistici
- Touch-based training: ambienti digitali che richiedono azione fisica
- Sensoristica e learning analytics fisici
Come si misura l’efficacia dell’apprendimento tangibile
Dopo aver progettato un’esperienza concreta e immersiva, e scelto le tecnologie più adatte a supportarla, arriva una domanda chiave:
ha davvero funzionato?
Misurare l’efficacia del tangible learning significa andare oltre il gradimento e valutare l’impatto reale su competenze, comportamenti e risultati di business.
Questo tipo di apprendimento richiede una valutazione che combini strumenti qualitativi e quantitativi, capaci di tracciare sia ciò che avviene durante l’esperienza, sia ciò che cambia dopo.
Alcune metriche da inserire nei tuoi programmi di misurazione:
- Tempo per acquisire padronanza su task pratici
- Retenzione delle competenze nel tempo
- Applicazione reale sul lavoro (transfer)
- Feedback qualitativi da partecipanti e manager
- Impatto sui KPI aziendali
Cosa puoi fare subito: 4 domande per innovare la tua formazione |
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| 1. Hai momenti di formazione in cui il partecipante muove il corpo o interagisce fisicamente? 2. Le tue simulazioni sono solo verbali o coinvolgono oggetti, spazi, ambienti reali o virtuali? 3. Come misuri l’efficacia pratica di ciò che insegni? 4. Quali piccoli elementi tangibili potresti integrare nei tuoi moduli di training attuali? |
Il futuro della formazione è (anche) fisico
L’embodied learning non è una moda: è una risposta concreta a bisogni formativi complessi.
In un mondo del lavoro sempre più ibrido, digitalizzato e veloce, restituire spazio al corpo e all’esperienza diretta è un atto rivoluzionario.
Le aziende che sapranno integrare apprendimento tangibile nei loro programmi avranno team più coinvolti, competenze più solide e formazione realmente trasformativa.


