Il 70% dell’apprendimento avviene sul lavoro.
È questa la promessa del learning in the flow of work: un approccio che porta la formazione direttamente dentro il lavoro quotidiano, permettendo ai dipendenti di formarsi nel momento esatto del bisogno, senza interrompere le attività operative.
Non più ore di teoria lontano dal contesto reale, ma micro-interventi agili, integrati negli strumenti che già usi, dal CRM alla chat di team.
In pratica: impari mentre lavori, non prima o dopo.
Oggi questo approccio sta ridefinendo il modo in cui le aziende formano le proprie persone: stop ai percorsi lunghi e generici, ma apprendimento fluido, personalizzato e contestuale, perfettamente in linea con la velocità con cui lavoriamo davvero nel 2025.
Cos’è il learning in the flow of work
ll concetto nasce nel 2018 dal lavoro dell’analista Josh Bersin, che ha coniato l’espressione “learning in the flow of work” per descrivere una nuova forma di apprendimento aziendale: imparare mentre si lavora, dentro il flusso operativo.
Invece di spostare le persone “fuori” dal lavoro per formarle, l’apprendimento si innesta nei momenti e negli strumenti reali della giornata: un tutorial in-app, una guida interattiva su Teams, un messaggio di feedback automatico.
| Puoi leggere qui un suo approfondimento → https://joshbersin.com/2018/06/a-new-paradigm-for-corporate-training-learning-in-the-flow-of-work/ |
L’obiettivo è fornire guide contestuali e “just-in-time”: ad esempio un tooltip, un walkthrough interattivo o una checklist incorporata nel software che si sta usando, così che la formazione diventi parte naturale del lavoro stesso.
Si parla anche di “workflow learning” o di performance support riferendosi a questo stesso principio. In pratica, il learning in the flow of work rende intenzionale e strutturato quello che potremmo chiamare “apprendimento sul campo”, grazie a strumenti integrati che offrono aiuto e micro-contenuti formativi quando serve.
Dal corso al contesto: cosa cambia davvero
Per anni la formazione aziendale ha significato una cosa sola: fermare il lavoro per imparare. Aula, webinar, e-learning, programmi calendarizzati.
Ecco le differenze che rendono questo modello un punto di svolta:
- Luogo e momento: la formazione tradizionale avviene fuori dal contesto di lavoro (aula, corsi e-learning dedicati) in momenti programmati; il learning in the flow of work invece si svolge direttamente sul posto di lavoro, integrato nelle attività quotidiane senza interrompere il flusso.
- Frequenza: il training classico è sporadico e a sessioni finite; l’apprendimento nel flusso di lavoro è continuo e sempre disponibile on-demand quando serve.
- Approccio “just-in-time” vs “just-in-case”: nel modello tradizionale i dipendenti studiano “nel caso serva” spesso fuori tempo o fuori contesto.
Nel learning in flow, invece, i contenuti sono brevi, contestuali e immediatamente applicabili: tutorial interattivi, checklist integrate, suggerimenti in-app che rispondono a un bisogno reale just in time. - Applicazione pratica: con la formazione tradizionale c’è un divario temporale tra l’apprendimento e la sua applicazione sul lavoro, con rischio di basso ricordo. Nel learning in flow l’applicazione è immediata durante il lavoro, il che migliora la retention dell’apprendimento e l’efficacia operativa.
- Personalizzazione: La formazione tradizionale è spesso generica; il learning in flow invece è su misura: il contenuto giusto alla persona giusta, nel momento giusto, nel suo contesto di lavoro specifico.
Il cambio di mentalità |
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| Il learning in the flow of work non è solo un formato nuovo, ma un cambio di prospettiva: non interrompi il lavoro per imparare, ma impari mentre lavori. È una forma di apprendimento che si adatta al ritmo dell’azienda, non il contrario. Ed è proprio questa fluidità a renderlo sostenibile nel tempo |
Perché imparare nel flusso è diventato un vantaggio competitivo
In uno scenario di trasformazione digitale e skill gap crescente, la formazione integrata nel lavoro è diventata fondamentale.
La famosa regola 70-20-10 lo aveva già anticipato: il 70% dell’apprendimento avviene sul lavoro, in modo informale e spontaneo. Eppure solo pochissime aziende riescono davvero a integrarlo nei propri processi.
In media, un dipendente dedica meno di mezz’ora a settimana alla formazione formale, troppo poco per tenere il passo con l’innovazione.
| Le organizzazioni che abilitano l’apprendimento “nel flusso” registrano dipendenti 47% meno stressati e 39% più produttivi, oltre a un maggiore senso di efficacia e soddisfazione professionale (fonte: Josh Bersin) |
Il learning in the flow of work non è più un esperimento da early adopter, ma una necessità strategica: riduce sprechi, accelera la crescita delle competenze e trasforma la formazione in un motore di performance quotidiana.
In altre parole, permette alle persone di imparare mentre generano valore, non prima, né dopo.
Da idea a pratica: 5 passi per applicarlo in azienda
Implementare il learning in the flow of work richiede un mix di strategia e praticità. Ecco 5 passaggi pratici per introdurre questo approccio nella tua azienda:
Mappa i momenti di bisogno e dove accadono
Individua i punti del flusso di lavoro in cui le persone si fermano, chiedono aiuto o commettono errori. Sono i momenti ideali per inserire un supporto formativo rapido, direttamente nel contesto operativo
Integra la formazione negli strumenti che già usi
Trasforma gli strumenti quotidiani (CRM, Teams, intranet) in punti d’accesso all’apprendimento: tutorial interattivi, chatbot, mini guide “in-app”.
Crea micro-contenuti per ogni momento del bisogno
Usa il framework dei 5 Moments of Need per coprire ogni situazione (nuovo, più, applica, risolvi, cambia). Brevi video, checklist e pillole testuali bastano per attivare un apprendimento immediato e naturale.
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Crea una cultura del “condividere per imparare
Incoraggia manager e team a fare coaching on the job e a condividere soluzioni nei canali interni. La cultura del learning flow nasce da comportamenti quotidiani, non da piattaforme.
In SKIMUP abbiamo parlato di Learning Culture anche qui.
Misura ciò che conta, non solo ciò che completi
Traccia impatti visibili: errori evitati, tempo risparmiato, autonomia acquisita. Ciò che non si misura, si perde e con esso il valore della formazione.
Impatto reale: cosa insegna il caso Uber
Uber ha integrato micro-lezioni e tutorial direttamente nell’app dei suoi driver.
Risultato: –13% di tempo di onboarding e una crescita costante nei punteggi di soddisfazione degli autisti
Una prova tangibile che portare la formazione “nel flusso” significa rendere l’apprendimento parte del lavoro, non un’attività a sé.
Dalla teoria all’impatto: perché adottarlo ora
Il learning in the flow of work non è solo un metodo per una formazione aziendale efficace. È una mentalità che unisce efficienza, coinvolgimento e risultati.
- Più produttività: niente più corsi lunghi o interruzioni — il supporto arriva quando serve.
- Più engagement: chi si sente supportato nel momento critico è più motivato e coinvolto.
- Più velocità di adozione: nuovi strumenti o processi vengono assimilati in meno tempo e con meno errori.
Per usare le parole Helen Tupper in Harvard Business Review: “When individuals, teams and organizations find their learning flow, it becomes so embedded into daily routines and rituals that it’s no longer labelled as ‘learning’, and instead becomes an integral part of how work happens.”


